Post low cost
Scrivere solo per essere presenti, sul blog, si può anche fare. E' il "post low cost", cui si arriva, di solito, dopo aver percorso brevemente i propri feed.
Una, o un paio, o tre notizie nuove, non ancora sentite, che colpiscono. Si rilanciano. Bastano 10 minuti per farlo.
Ma bisogna chiedersi qual è il valore aggiunto per sé, e gli altri. Non dico che ogni post breve - o che richieda poco tempo - sia necessariamente di poco valore. A volte anche la semplice segnalazione - motivata- di un link è un valore aggiunto per i nostri lettori.
Credo però che il primo valore aggiunto sia la nostra riflessione, la nostra ricerca, il nostro tagliare ciò che non serve, il puntare alla chiarezza, alla verifica. Questo fa la differenza di un post "a valore aggiunto", dal "post low cost". Per i nostri lettori, e per noi.
I nostri lettori e noi. I nostri "venticinque lettori" e noi. Il vero valore aggiunto non è solo nel post, ma anche nel dopo-post, nella relazione che nasce e si sviluppa. Con venticinque, o con cinque, o con tre, può già bastare.
Una nota: questa riflessione mi viene, tra l'altro, dalla frequentazione del blog di Marco Freccero. Un blog che ritengo ad alto valore aggiunto.
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Pochi ma buoni si è sempre
Pochi ma buoni si è sempre detto. Puntare a fare informazione di massa, senza approfondire è come diventare dei piccoli Google. Preziosi ed inutili allo stesso tempo.
Sono pienamente d'accordo con te. :-)
Ciao,
Emanuele
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