Il suocero o lo suocero?

Sento molti dire "lo suocero" in contrasto con la regola che vuole l'articolo "il" davanti alla s seguita da vocale: il santo, il solaio, il suolo.

Ho provato a cercare e ho trovato per "il suocero" 248000 risultati su Google, per "lo suocero" ben 204000, non molti di meno.  

L'Accademia della Crusca  spiega che è corretto "il suocero", mentre "lo suocero" è un'usanza emiliana, "a causa della pronunzia consonantica della u".

Simile spiegazione dà Immaginaria.net.


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dante...ehm dente avvelenato!

mi pare che hai il dente (o meglio dire "lo" dente) avvelenato nei confronti dei signori della crusca..io penso che un pò di regole nella lingua ci debbano essere..e comunque "lo" suocero è orrendo..

andate a dirlo ai trecentisti

vai a dirlo proprio a Dante che lo suocero non ti piace. tu lo avverti come deviazione della norma perché hai appreso il suocero, ma per molti secoli si è detto lo pane invece de il pane e nessuna persona INTELLIGENTE trovava nulla da ridire. Oggi probabilmente un trecentista che parlasse senza riflettere, troverebbe brutto il suocero. Lo disse Dante: se i nostri antenati resuscitassero, non potrebbero più capirci.la lingua cambia, non esistono forme belle e forme brutte, ma solo forme proprie. in termini di proprietà, lo suocero vale il suocero.

e non è la prima volta che la crusca prende abbaglio, la cosa deve essere una tradizione secolare di questa isituzione

il cambiamento non è da temere, le vere corruzioni della lingua sono di altro tipo, non di grammatica, ma di significato. la crusca fa tante inutili storie con lo suocero e poi non vede la rovina del significato messa in atto dall'ignoranza fatta persona (gli uomini politici) che, coadiuvati da giornali e tv, sviliscono parole e significati

io faccio solo piccolo esempio: in provenzale antico "con" si dice "ab" questo ab deriva da "apud" con slittamento di significato. non si dice né con "CUM" né "avec " come nel francese. ma la coerenza della lingua è fatta salva

ma un ignorante uomo politico che se ne esce con una pseudofrase a significato zero come:

LA SITUAZIONE È IRRINUNCIABILE

produce grandi danni nella fraseologia (si dice di una situazione che è irreversibile). vedete quindi che uomo non acculturato, poco o per nulla esperto dell'arte dello scrivere o del parlare, ignorante e stupido di suo (o instupidito dal suo non mestiere di politico) quello sì fa danni.

ma a questo la crusca io non credo possa giungere. si potrebbero qui citare quei famosi due versi del Casanova contro un incompetente autore teatrale, l'abbate Chiari:

felo se mai xe bon ché allora ve idolatro
ma prima d'arrivarghe se serrerà el teatro

L'accademia della crusca/quando mai una ne busca?

L'accademia della Crusca non capisce una fava (tanto per rimanere in tema) Essa fu oggetto di satira e frecciatine ironiche fin dai tempi più antichi.

Basti pensare che in una delle edizioni ottocentesche del loro vocabolario, si trova FRATE per FRATRE (fratello) il Leopardi, commentando una delle sue canzoni e difendendo l'uso di fratre (magari proprio un cruscante pedante glielo aveva contestato, chissà). scrive che " non trovando che Abele si facesse mai frate, scrissi fratre)

In realtà, Le regole fisse ed immutabili non esistono. le regole sono fatte dall'uso.

Chi ha letto Dante sa che ai suoi tempi si diceva LO PANE, LO MONTE, LO VINO, LO SACCO; ecc... poi si cominciò a dire IL VINO; IL SACCO; ecc... ma non per le risibili motivazioni dei cruscanti. semplicemente, nel trecento, quando la lingua era ancora in divenire, si prese la seconda parte dell' ILLE (quello) latino, alla forma dell'accusativo ILLU(M) scrivo tra parentesi perché si pensa che da una certa epoca in poi, persasi l'abitudine alle declinazioni, quella M era sentita come superflua. Dunque si disse ILLU poi ILLO (chiarificatasi la U in O) e a quel punto per far prima si abbreviò e si disse LO.

più modernamente si è assistito al fenomeno inverso, quello di prendere la prima parte di ILLO invece che la seconda. Nulla vieta ora che si torni a dire LO un giorno (che sembra stia avvenendo) non c'è nulla di scandaloso o scorretto, è solo la lingua che muta e si adatta. Forse che quando Dante diceva:

Tu proverai siccome sa di sale
lo pane altrui e come è duro calle
lo scendere e salir per l'altrui scale

Qualcuno pensava: "Ah, il Dante, che uomo ignorantissimo"? Magari qualcuno della Crusca lo avrebbe pure potuto pensare, chissà

La lingua non la fa la crusca né io, né tu, ma tutta la massa dei parlanti e non ha senso dire questo è corretto quello no. ma solo che una forma è più diffusa di un'altra, finché ci si capisce bene infatti, una forma vale l'altra, ma andatelo a raccontare a quelli della Crusca, il loro "tessoro" è la sterile illusione di dettar legge in fatto di lingua, non accetteranno mai la realtà dei fatti

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