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Riflessioni dopo un anno di blog

Chiudere un anno di blog (e iniziarne un altro) richiederebbe una riflessione...

La domanda d'obbligo sarebbe: il blog, il mio blog è stato diverso da quello che immaginavo? E il mondo dei blog, conosciuto prima dall'esterno, è diverso adesso, visto da dentro, da come lo pensavo?

Mimosa2006

Credo che entrambe le domande abbiano una risposta ovvia: sì, per l'una e per l'altra. Se non altro perché la rete - e quella parte di rete rappresentata dai blog in particolare - cambiano in continuazione. E l'interazione con altri cambia anche noi, cambia anche il nostro blog.

Allora, forse è più facile chiedersi: cosa mi ha dato il blog, cosa ho imparato e quale parte di "rete - relazione" ho costruito? A me (mentalità schematica) vien più facile andare per punti.

  1. Ho imparato... che il blog "si impara facendolo", anche se i buoni libri danno una mano a capire di più.
  2. Il blog "si impara ascoltando" gli altri blogger... ma non scopiazzando o scimmiottando le "blogstar".
  3. Il blog prende tempo: un brevissimo post porta via (a me) almeno 5 minuti, ma una riflessione documentata va molto oltre... almeno mezz'ora... e più. Per questo capisco chi chiude, o sospende per poi magari riprendere.
  4. Il blog è uno spazio personale... ma è "pubblicato al mondo". Scrivere "prendendo la notizia" senza documentarsi, e andando per
    "sentito dire" è mancare di rispetto a se stessi...  prima che agli
    altri. Il blog costringe a leggere, imparare, capire. Tante volte ho rinunciato a un post, già mezzo imbastito, piuttosto che scrivere cose ripetute o non approfondite.
  5. Quello che a me sembra uno "scoop"... magari agli altri non
    interessa affatto. Non per questo devo rinunciare a scriverlo... ma non
    posso restar male se non ci sono "gli applausi" (tradotti in commenti o
    in numero di letture).
  6. Anche se piccolo e nuovo, il blog contribuisce a costruire conoscenza. Ma occorre almeno aggiungere qualcosa di personale al nostro "rilancio" di notizie.
  7. La necessità di documentarsi è un propulsore  potente per aumentare la conoscenza: citare un personaggio, un blog o un argomento ti costringe a "guardare anche il contorno": ossia seguire i link, leggere l'opinione di altri sull'argomento, cercare all'indietro.
  8. Gli argomenti... non sono partito con un'idea precisa, poi si è delineata una fisionomia, con prevalenza di post su strumenti che facilitano la condivisione sulla rete (voip, strumenti per il blog, social software), libertà digitali (open source, formati aperti, copyright, censura in rete), uguaglianza e solidarietà digitale (digital divide, hardware o software per i paesi in sviluppo, Africa, siti di supporto alle emergenze...), sicurezza (virus, bufale e via dicendo), mondo blog (statistiche, dati da Technorati), qualche curiosità in rete. E qualche post personale, forse troppo pochi, ma in particolare riguardo la mia "vita in rete".
  9. Persone conosciute via blog: forse ancora poche, ma basi solide per un'amicizia che rimanga. In realtà scopri, pian piano, che chi ti linka una sola volta magari ti legge da tempo.
  10. Un rammarico... il linguaggio che uso, che usiamo, è forse troppo spesso "per iniziati". Vedo che il mondo blog (nonostante i quasi 30 milioni di blog recensiti da Technorati) è ancora un mondo di elite (molti colleghi e amici informatici non sanno cos'è un RSS e leggono le notizie andandole a cercare in giro "a mano"). Più volte mi sono riproposto di incominciare a scrivere con un linguaggio più comprensibile, o almeno a mettere un glossario attivo, o a fare dei post dedicati ai "principianti" (lo metto tra virgolette perché, a mio avviso, siamo tutti principianti).
  11. Altri rammarichi, minori: non ho dedicato tempo a scegliere un tema più personale, (quello utilizzato è il  tema di Drupal "più standard che ci sia"), non ho impostato le "clean url" (ossia i collegamenti ai post leggibili, senza la sintassi con il punto interrogativo), non ho ancora adottato un sistema serio di statistiche, non ho fatto nulla per l'accessibilità.
  12. Specializzarsi? Non ne sono ancora convinto. Se mai, (almeno per me) valorizzare chi approfondisce meglio di me gli argomenti che mi interessano di più (vedo ad esempio che sul Voip ci sono ottimi blog), e puntare a lavorare come una rete neurale come mi dice Antonio in un commento.

Infine... devo dire grazie a tutti quelli che mi hanno letto ed aiutato.

Con questo in parte rispondo anche a questo post di Chico, riproponendomi di verificare questi due punti da lui suggeriti:

  • Segnala il tuo sito ai motori di ricerca: nessuno legge quello che non trova! (Segnala ogni volta che lo aggiorni)
  • Presentati: svela la/le persone dietro al sito. Le persone cercano idee e persone, NON siti web.

 

 

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Cosa mi ha dato il blog

Faccio parte dei tuoi amici informatici che non sanno cos'è un RSS, anche se ora sono andato brevemente a documentarmi.
Letto il tuo bilancio annuale e i tuoi propositi per il futuro, ti lascio alcune mie considerazioni, se possono servire.

A me sembra che ci sia il rischio, nel mondo blog, di cantarsela e suonarsela nello stesso momento.
Cerco di spiegarmi: si comincia, con l'idea di comunicare qualcosa di se stessi, di condividere e di creare uno spazio di creatività personale, quando poi l'attenzione si sposta sulla misura di quanti contatti ricevo, di quale posto ho nella classifica, e si esaspera la parte tecnologica, allora, mi sembra, che si rischi di entrare in un loop dove contenuto e contenitore sembrano confondersi e rincorrersi a tutto scapito dei contenuti stessi.
E' come se uno scrittore di libri passasse il suo tempo a scrivere come si scrivono i libri e se è meglio usare la biro blu o rossa, la tastiera wireless (così la tengo sulle gambe), un quaderno a righe o a quadretti per prendere gli appunti...Mi spiego? Ma il libro qual è?
Si può scrivere un libro sul modo migliore di scrivere libri, ma se tutti gli scrittori scrivessero solo di questo argomento...

In breve...

Grazie del commento, che è uno spunto interessantissimo, ma che, dato il poco tempo, non riesco a "raccogliere" adesso...

In breve vorrei però subito dire che il mio accenno agli RSS non era una critica per chi non sa cosa siano, ma la constatazione che rischiamo di chiudere il mondo blog entro certi concetti e certa terminologia.

Riccardo

Sono d'accordo...

Sono d'accordo con te. Come hai letto nel mio precedente post infatti, le stastiche sono belle, possono dare soddisfazioni ma... non devono diventare il metro di misura. Conosco gente che fa diventare il blog uno specchio delle statistiche. Scrive in base a ciò che viene letto maggiormente.
Se non sbaglio sei già passato dal mio blog... e come potrai vedere, me ne infischio di ciò che "non fa audience": amo considerare e chiamare, da sempre, il mio blog il mio "angolino" personale che non per forza deve finire solo sulle banalità ma... senza dubbio, non sta attento a non annoiare i passanti. In parole povere, scrivo, ciò che mi piace dire.
Ciao,
P|xeL

Bel post

Bel post... mi trovi d'accordo su tanti punti.
Una critica però la meriti: adoperati per il punto 11! :-P Ci riuscirai entro il secondo anno?! :-)
Ciao,
Emanuele aka P|xeL

Priorità

Grazie... anche della critica!
...una domanda: con un voto da 1 a 10 che importanza / priorità daresti a ciascuna delle quattro voci del punto 11?

Riccardo

Classifica personale

Senza dubbio sarà una classifica molto personale (e un pò viziata dai miei studi).
In primis metterei la pulizia del codice. Mi piace vedere pagine ben strutturate (e che rimangano visibili allo stesso modo indipendentemente dal browser). Soluzione: validare tutto il codice secondo gli standard del w3c.
Al secondo posto metterei gli url modificati. Non sai quanta visibilità guadagneresti con degli url migliori.
Terzo posto per il tema. Se da un lato è vero che sono i contenuti a fare un blog, dall'altro, il tema da personalità. Lo caratterizza, lo rende unico. Un posto che rimane impresso anche visivamente. Effettivamente così, è troppo anonimo.
Infine al quarto posto le statistiche. Personalmente non scrivo mai "in base a ciò che è più richiesto" (ma conosco chi lo fa), ma è carino vedere come i visitatori arrivano nel mio piccolo angolino...
Ti consiglierei php-stats, ma penso che in molti opterebbero per Google Analytics. Anche li però... c'è una filosofia che non mi piace.
Ciao,
Emanuele aka P|xeL

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