Oscuramento siti
Mantellini: Il firewall italiano
Minimarketing: Sky, che autogol....
E anche, con le consuete centinaia di commenti (650 alle 12.30 e più di 1000 alle 20.30) Beppe Grillo: Oscuriamo la Cina ripreso un po' da tutti quelli che scrivono su questo argomento.
Il rischio per le "libertà digitali", la libertà sulla rete, sta diventando concreto. Per ridurlo, una più diffusa cultura e una maggior frequentazione della rete sono necessarie. Ma può essere una corsa contro il tempo. Non che io sia personalmente interessato alla stream TV, non guardo nemmeno quella "via antenna". E non uso - fin'ora - p2p. Ma è la facilità con cui si possono bloccare siti o incriminare persone per quanto dicono o pubblicano, che preoccupa. Dice Minimarketing (neanche tanto ironicamente): Quindi, occhio a cosa linkate, perchè potreste essere considerati complici.
Da notare che i due siti fornivano solo le informazioni e i link necessari per accedere ai server cinesi che fornivano il servizio e per scaricare il software necessario, quindi sono stati posti sotto sequestro per aver facilitato l'accesso ai server cinesi. Il che significherebbe - in definitiva - che ogni link ai due siti sarebbe sequestrabile? E anche linkare chi linka (come linkare Punto Informatico) è reato? E se metto il solo nome del sito: www.calciolibero.us senza linkarlo è un reato? E se ne parlo senza nominarlo, ma in modo che con una opportuna ricerca web con parola chiave "TV streaming calcio", o che so io, gli altri ci arrivano da soli, è reato? Si può arrivare ovunque... Vedo che pochi blog riportano il link.. che la paura stia già diffondendosi?
Comunque, come fa notare Punto Informatico, le pagine interne del sito calciolibero si raggiungono ancora, anche se la home riporta il banner GdF con il sequestro. Invece www.coolstreaming.it non è raggiungibile, ma esiste www.coolstreaming.us - provvisorio - raggiungibile, che riporta anche un proprio comunicato stampa.
L'effetto della querela di Sky è comunque in questo momento quello di una immensa pubblicità al sistema promosso dai due siti.
Vedo, e aggiungo dopo aver scritto fin qui, che Mantellini un un aggiornamento del suo post linka l'intervista di Repubblica ad Andrea Monti, avvocato e grosso esperto di question legali informatiche.
Sembra che i link possano essere considerati un reato a seconda del contesto... non i link inseriti a scopo di ricerca o giornalistico. "Se un sito pubblica un link per scopi di ricerca o giornalistici è in linea generale considerato innocuo."
"In linea generale"?. Ma la legge non dovrebbe essere una cosa certa? Perché questi contorni sfumati? Cosa posso scrivere o non scrivere in rete? Se vado a 190 so che mi ritirano la patente, se vado a 130 no. In rete no, per stare tranquillo è meglio che non linki niente, che non scriva niente...?
E' la rete che deve adeguarsi, o il modo di gestire proprietà intellettuale e contenuti che deve cambiare? Perché di questo passo, per difendere i diritti dell'uno e del'altro, non resterà che bloccare qualsiasi forma di pubblicazione libera di contenuti in rete.
Per finire... provate questa ricerca in Technorati... è uno slogan che gira in rete.
(NB per chi leggerà il post tra molto tempo, come tutte le ricerche potrebbe non dare risultati perché invecchia).
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